24/lug/2008

Presentazione del libro “Il senso del viaggio”

Siamo nati nomadi, siamo diventati viaggiatori. Ma qual'è il senso del viaggio? Che cosa accomuna i viandanti di un tempo con i backpaker di oggi? Pagina dopo pagina, "Il senso del viaggio" accompagna il lettore in un lungo percorso, attraverso la storia del viaggio prima e la psicologia del viaggiatore poi.
Nella prima parte, passando attraverso il Gran Tour, i viaggi di scoperta, la nascita delle vacanze e del turismo di massa... racconta l'evoluzione del viaggio dall'origine (i popoli nomadi) ai giorni nostri (la nascita del turismo responsabile). La seconda parte si occupa di psicologia del turismo e traccia l'identikit psicologico del viaggiatore, raccontando che cosa accada alla mente (ed al cuore) nelle diverse fasi di viaggio: dalla preparazione al ritorno a casa. La terza parte infine, sperimentale, offre una panoramica sul significato odierno del viaggio e sulle abitudini dei viaggiatori (attraverso l'analisi di 300 questionari).

Nata come tesi di laurea in psicologia del turismo, Il senso del viaggio è un libro per viaggiatori e non, da leggere un pezzetto alla volta durante un lungo viaggio o... perchè no, a casa, comodamente seduti in poltrona, sognando mete lontane!
Ed ora è molto di più: col tempo, ha offerto lo spunto per creare questo sito, che vuol diventare punto d'incontro per amanti del viaggio e finestra sul mondo per l'autrice, Chiara Meriani, che della cultura dell'andare ha fatto la propria passione ed il proprio lavoro.


Ecco a voi l'indice e, nel post che segue, l'introduzione Perchè l'uomo viaggia!
Per chi volesse leggere tutto... I CAPITOLI SONO SCARICABILI DAL SITO WWW.TESIONLINE.IT
buona lettura!


Prima parte
Dalle origini a oggi:
come cambiano il concetto e il senso del viaggio


Il viaggio nell’antichità

Cap.1 Le società nomadi

1.1 La struttura socio-politica delle società nomadi
1.2 Società nomadi e società stanziali
1.3 La percezione del tempo libero delle popolazioni nomadi
1.4 Spiritualità e religiosità in viaggio

Cap.2 Il viaggio nella mitologia antica

2.1 L’eterno ritorno:
l’Epopea di Gilgamesh e il mito di Etana
2.2 L’Odissea e il viaggio verso la scoperta

Cap.3 “La via” nel pensiero greco

3.1 Eraclito e il movimento
3.2 Parmenide e la strada della verità
3.3 Socrate: il viaggio è psichè
3.4 Il mito della caverna di Platone

Viaggiare nella fede

Cap.4 Il significato del viaggio nelle religioni
4.1 Stesse radici per tre grandi religioni “nomadi”

4.2 Viaggiare nell’Ebraismo

4.2.1 Il concetto del viaggio nell’Antico Testamento
4.2.2 Abramo conduce il suo popolo “di accampamento in accampamento”
4.2.3 “Darò a te e alla tua discendenza tutto il paese di Canaan”
4.2.4 L’esodo d’Israele verso la Terra Promessa
4.2.5 Dio, pastore di un popolo in eterna migrazione

4.3 Viaggiare nel Cristianesimo
4.3.1 “Io sono il buon pastore”: origine ebraica del Cristianesimo
4.3.2 “E andò per tutta la Galiliea...”
4.3.3 E Gesù disse: “Io sono la via”

4.4 Viaggiare nell’Islam
4.4.1 Abramo, padre dei musulmani
4.4.2 Arabia, paese di poveri nomadi e ricchi carovanieri
4.4.3 “Dio t’ha trovato errante e t’ha dato la via”
4.4.4 La conquista della Mecca e la stesura del Corano
4.4.5 La gihad, via per la salvezza

4.5 Il cammino di fede: il pellegrinaggio
4.5.1 Pellegrini e monaci orientali
4.5.2 Il hadj e il pellegrinaggio islamico
4.5.3 Il sibbab, viaggio nella Terra Santa
4.5.4 Un percorso storico attraverso il pellegrinaggio cristiano: dal cammino della fede al “cammino del senso”


Dal Medioevo al Novecento


Cap.5 Il viaggio nel Medioevo
5.1 I cavalieri erranti
5.2 Il “pellegrinaggio in armi”: le crociate
5.3 Gli studiosi itineranti e la nascita delle Università

Cap.6 I grandi viaggi dei mercanti
6.1 La via della seta e delle spezie
6.2 Il viaggio in Cina di Marco Polo
6.3 Viaggi via mare per raggiungere le Indie
6.4 “Buscar el levante por el poniente”
6.5 La “Terra d’Amerigo”
6.6 La prima circumnavigazione del globo

Cap.7 Il Nuovo Mondo

7.1 I conquistadores e gli imperi coloniali
7.2 Gli esploratori e la nuova letteratura di viaggio
7.3 La ridefinizione dell’identità europea
7.4 La nascita della scienza moderna e del viaggiatore scienziato
7.5 Il Viaggio alle regioni equinoziali del Nuovo Continente di Alexander von Humboldt
7.6 “The Voyage of the Beagle” di Charles Darwin
7.7 La caccia all’oro e il sogno di Eldorado

Cap.8 Il Grand Tour
8.1 Il Grand Tour degli “eleganti giramondo”
8.2 Il precettore viaggiante e l’Interrogatoria
8.3 Il senso del sublime
8.4 Il Grand Tour e i suoi aspetti sociali

La nascita del viaggio moderno

Cap.9 Il sogno a stelle e strisce
9.1 America, terra senza radici
9.2 Colonizzatori ed emigranti europei
9.3 La frontiera e il West
9.4 I viaggi per sopravvivere durante la Depressione
9.5 La beat generation “on the road”
9.6 Blowin’ in the Wind e il mito delle highways
9.7 La nascita dei Bikers: Easy Rider

Cap.10 Il viaggio diventa turismo

10.1 Nasce il turismo, lusso per l’élite privilegiata
10.2 Stazioni termali, spiagge-salotto e le prime piste da sci
10.3 Le ferie retribuite e la nascita del turismo di massa
10.4 Il boom economico del secondo dopoguerra
10.5 La superficialità di uno sguardo che scivola

Cap.11 Turismo sostenibile ed etica del viaggiatore
11.1 La nascita del turismo responsabile e sostenibile
11.2 Carte e decaloghi per turisti
11.3 Dallo spazio consumato a quello vissuto
11.4 “Nuocere alla terra è accumulare disprezzo per il suo Creatore”
11.5 Il ciclo di vita di una località turistica
11.6 Religione e sostenibilità
11.7 Il Marchio del Turismo Responsabile

Conclusione della prima parte:
Il turista ha soppiantato il viaggiatore?


Seconda parte
La psicologia del viaggiatore


Cap.12 Chi è il viaggiatore?

12.1 L’irrequietezza
12.2 La libertà
12.3 La solitudine
12.4 Less is more
12.5 Il “sapere nei piedi”

Cap.13 Le fasi del viaggio

13.1 I preparativi
13.2 La partenza
13.2.1 Se non è una scelta
13.2.2 Sofferenza e gioia della partenza
13.3 Il transito
13.3.1 La prospettiva del viaggiatore
13.3.2 Flow state, il piacere dell’andare
13.3.3 Camminare, il cuore antico del viaggio
13.4 L’arrivo

Cap.14 La percezione spazio-temporale del viaggiatore


Cap.15 Le emozioni, compagne di viaggio
15.1 L’intelligenza emotiva
15.2 La bellezza del paesaggio
15.3 Universalità delle emozioni
15.4 La “Sindrome di Stendhal”
15.5 Le “geografie del tempo”

Cap.16 L’incontro con l’altro attraverso strade di carta
16.1 Alla scoperta di culture diverse
16.2La letteratura di viaggio,
specchio dell’anima del viaggiatore

Cap.17 La creazione dell’identità


Conclusioni
Alla ricerca del senso del viaggio


Appendice
etimologie dei termini di viaggio


Parte Sperimentale
Questionario di rilevazione sul significato del viaggio


1. Obiettivi e metodologia della ricerca
2. Descrizione del questionario
3. Analisi del campione
4. Come variano gli hobby in relazione all’età
5. Come variano le motivazione del viaggio in relazione all’età
6. Come variano le abitudini di viaggio in relazione all’età
7. Quanto dura “l’eco del viaggio” nella mente dei viaggiatori
8. Ciò che si apprezza del viaggio, varia con l’età?
9. Possibili alternative al viaggio nelle diverse classi di età
10. I compagni di viaggio
11. Analisi quantitativa dei viaggi in funzione dell’età
12. Mete preferite di viaggio

Conclusioni
alla parte sperimentale


Ringraziamenti

Bibliografia
Immagini di viaggio, fonti iconografiche
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Perché l'uomo viaggia?

How many roads must a man walk down,
before you can call him a man?
(Bob Dylan)


Perché l'uomo viaggia?

Ogni uomo va alla ricerca della propria felicità: c’è chi la cerca nella stabilità di una casa, chi nelle soddisfazioni di un lavoro, chi nella fede; c’è chi cerca la felicità dentro se stesso, e chi vive per gli altri. E poi c’è chi viaggia.

Veniamo inondati di consigli sul dove, ma poco o nulla ci viene domandato circa il come e il perché del nostro andare. Eppure l’arte di viaggiare pone una serie di interrogativi nient’affatto semplici o banali, e il cui studio potrebbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità.
(Alain de Botton, 2002)

Ma il viaggio può donare felicità?
La strada, fatta di pietre, polvere, asfalto o fango… può davvero essere una strada che porta il viaggiatore prima alla scoperta del mondo e poi di se stesso? Perché alcuni sentono il bisogno, irrefrenabile, di partire? Di che cosa vanno in cerca? Che cosa li spinge ad abbandonare le abitudini e le sicurezze della propria casa, per andare alla scoperta del mondo?

I cieli girano attorno di continuo, il sole sorge e tramonta, stelle e pianeti mantengono costanti i loro moti, l’aria è in perpetuo agitata dai venti, le acque crescono e calano… per insegnarci che dovremmo essere sempre in movimento.
(Robert Burton, 1651)

L’impulso a viaggiare è irrefrenabile, fa parte della natura umana, è una passione che divora e arricchisce allo stesso tempo, come il desiderio della felicità. Gli innumerevoli scopi del viaggiare si intrecciano e non sempre sono chiari per chi resta, ma spesso neppure per chi parte.

C’è l’irrequietezza, che è bisogno di conoscere cose sempre nuove, far spaziare lo sguardo, perdersi nell’immensità del mondo:

mi svegliai una mattina mezzo cieco. L'oculista disse che guasti organici non c'erano. Forse mi ero sforzato troppo a guardar quadri? E se avessi provato orizzonti più vasti?
(Bruce Chatwin, 1996)

Con un telegramma inviato al Sundey Times, dove lavorava, Chatwin dà così inizio al suo primo grande viaggio: “Sono andato in Patagonia”.
C’è il coraggio di lasciare le proprie sicurezze, che poi può essere anche necessità di lasciare una quotidianità che soffoca. E’ l’ horreur du domicil di Baudelaire:

Non importa dove! Non importa dove! Purché sia fuori da questo mondo!
(Charles-Pierre Baudelaire)

C’è il bisogno di conoscenza, la voglia di scoprire ed imparare:
Ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa. Per prendere a poco a poco conoscenza.
(Antoine de Saint-Exupérie, 1943)

Ma perché è più interessante ciò che è lontano? Perché non è sufficiente conoscere il proprio mondo?

Quelle cose per conoscere le quali ci mettiamo in cammino e attraversiamo il mare, se sono poste sotto i nostri occhi non ce ne curiamo.
(Plinio il Giovane )

Forse perché viaggiare permette di conoscere gli altri, ed attraverso gli altri, se stessi. Permette di scoprire alternative inimmaginate, di svincolarsi dai lacci dei sistemi sociali, basati sulla fissità della persona, sulla sua continuità ed immutabilità, considerate come garanzia di onestà e di carattere: le società fanno pressione sugli individui ad essere “una cosa sola”. Ma l’identità umana è mutevole e molteplice.
Lo scarto tra l’immagine che gli altri hanno di una persona e quella che lei ha di se stessa, tra quello che è nella realtà e quello che vorrebbe essere, è lo spazio in cui prende vita il desiderio del viaggio.

Per trovare la libertà, bisogna uscire dalla struttura di un unico sistema e capire altre culture: è la possibilità di scegliere i modi in cui dare senso alla propria vita che permette di essere liberi. E’ la libertà di credere in se stessi, nei propri sogni, come fa il gabbiano Jonathan Livingston:

Altro che far la spola tutto il giorno, altro che la monotonia del tran-tran quotidiano sulla scia dei battelli da pesca! Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, ci accorgeremo d’essere creature di grande intelligenza e abilità. Saremo liberi! Impareremo a volare!
(Richard Bach, 1970 )

E all’inizio di un viaggio spesso c’è un sogno: un nome che stimola la fantasia, un richiamo della strada, delle montagne, del mare, del deserto…

Capii che ci sono viaggi che scegliamo noi, e che ce ne sono altri dai quali veniamo scelti.
(Bruce Feiler, 2001 )
Solo facendo quel viaggio, si capirà perché lo si doveva fare, e si darà voce ad una parte di sé che chiede di venir fuori. E se qualche volta è difficile partire, le abitudini, il dovere, gli impegni, la mancanza di tempo, il dubbio, le aspettative della altre persone… sembrano ostacoli insormontabili, non dimentichiamo che
C’è solo una cosa peggiore del viaggiare, ed è il non viaggiare affatto.
(Oscar Wilde )

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